L'idea

Mercoledì, 11 Gennaio 2012

Una multa è una pena, cioè un dolore inflitto per educare.

Le multe proporzionate al reddito sono il modo più logico (cioè esatto, coerente, corretto e rigoroso) di calcolare una sanzione. La loro adozione porterebbe alla formazione di una classe dirigente migliore. Da sempre, è la testa che guida il corpo e non viceversa.

Per un povero €100 da pagare sono una frustata, mentre per un ricco sono una carezza. Presumibilmente l'80% dei poveri non lo farà più, mentre l'80% dei ricchi lo farà ancora! Non è questione di pagare di più o di meno, ma di subire la stessa punizione, lo stesso dispiacere. E ricordate, il problema vero non sono le multe del codice stradale!

Se un errore nelle sanzioni, cioè nella legge, permette ad un corrotto di prosperare, la settimana dopo, un altro, imparato il trucco, decide di non farsi più scrupoli ed i corrotti diventano due. La settimana successiva altri due "si buttano" e diventano quattro. Così di raddoppio in raddoppio, secondo voi, in quante settimane sarà corrotta la metà degli italiani? In venticinque settimane, bambini compresi! Oh dico, sei mesi! Sicuramente questo calcolo è sbagliato perché non tiene conto dell'onestà di molti italiani, e di chi impiega anni prima di cedere. Qualcuno rimane onesto, ma la maggior parte, prima o poi "si adegua" e la società degenera. Se poi degenera in sei mesi, sei anni, o sessanta anni non cambia molto. Non è importante se la colpa è del primo, del secondo, del terzo, o dell'ultimo, ma del meccanismo che lo permette.

Leonardo da Vinci: "Chi non punisce il male, comanda che si facci!", mi permetto di aggiungere: "Chi non punisce BENE il male...".