2018

Sabato, 31 Agosto 2019

PARERI DI POLITICI ED ESPERTI 

autorità

In sintesi dicono tutti:"giusto ma difficile, impossibile". MA NESSUNO, PROPRIO NESSUNO, CONTINUA LA DISCUSSIONE!!!!

PARERI POLITICI CHIERI 2018

PARERI DOCENTI

PARERI SENATORI 2018

PARERI DEPUTATI 2018

PARERI DEPUTATI M5S 2018

PARERI POLITICI CHIERI 2018

Bosco Franco Consigliere e Assessore

Sono d'accordo

Massimo Ceppi Assessore

Buongiorno Sig. Fogliato, l'idea in linea generale mi sembra ottima oltre che giusta. L'unico dubbio è legato alla base di riferimento per l'applicazione delle sanzioni che molto spesso non corrisponde ad una situazione reale e si potrebbe correre il rischio che chi paga le tasse giuste paghi sanzioni più alte di chi evade. Ma sul piano teorico penso che sia un'idea che potenzialmente potrebbe rendere davvero più efficace la funzione di deterrenza del sistema sanzionatorio. Consideri comunque che il mio è un parere espresso senza avere grandi conoscenze rispetto ad esperienze pregresse o a modalità di applicazione del sistema proposto. La ringrazio per l'attenzione e porgo cordiali saluti

Massimo Gaspardo Moro Assessore Buongiorno signor Fogliato, mi complimento con lei per la sua perseveranza su questo tema e rispondo con piacere alla sua richiesta. Personalmente sono molto favorevole a un sistema di sanzioni per le violazioni del Codice della Strada che sia sia efficace indipendentemente dalle ricchezza del trasgressore. Oggi in Italia non è così, perché per chi è abbastanza ricco una sanzione per divieto di sosta o eccesso di velocità è un piccolo fastidio e non ha alcun effetto deterrente. E' vero che c'è il sistema dei punti patente, ma basta non dichiarare chi era alla guida al momento dell'infrazione, pagare un po' di più e non si perdono punti. In Europa, sistemi che prevedono una proporzionalità tra valore della sanzione e ricchezza del trasgressore sono in vigore in Danimarca, Finlandia, Grecia, Norvegia, Regno Unito, Svizzera. E non mi pare siano Paesi poco democratici e civili. Perché non in Italia? Da noi chi si oppone a questo sistema porta vari argomenti, fra i quali ad esempio: 1) funziona nei paesi dove c’è la certezza che il reddito dichiarato è quello reale; da noi molti non dichiarano il vero e c’è il rischio che i furbi la facciano comunque franca; 2) ci vorrebbe molto personale per calcolare gli importi delle sanzioni in base al reddito, perché in Italia i sistemi informatici non si parlano. Come spesso accade, purtroppo, invece di pensare a rendere inefficiente il nostro sistema amministrativo, si prendono a pretesto le sue carenze per non prendere provvedimenti ritenuti scomodi e impopolari. "Sarebbe giusto, ma da noi non si può! Il sistema non è preparato. Non c'è la cultura." sono frasi che si sentono ripetere da tanti politici, pubblici amministratori, dirigenti e funzionari delle varie amministrazioni pubbliche. Così da noi non si possono mettere gli autovelox fissi in città, non si possono adottare varie misure di moderazione della velocità, non si può (meglio: non si vuole) istituire il doppio senso per le biciclette nei sensi unici, ecc. Tutto ciò con grave detrimento per la sicurezza sulle strade e la qualità della vita nelle nostre città. Ancora grazie, auguri per la sua battaglia civile e cordiali saluti.

Olia Manuela Vicesindaco

Buongiorno Maurizio, credo di avere espresso il parere già quando venni in Conceria per la presentazione del tema.

L’idea è interessante, se non fosse che in Italia i redditi dichiarati spesso non corrispondono a quelli effettivi. Inoltre dovrebbe essere studiato a fondo l’impatto di una norma del genere sul nostro sistema giudiziario che è fatto in una altro modo, e tiene conto della comminazione delle sanzioni a seconda di aggravanti e attenuanti, con minimi e massimi. Inoltre sarebbe anche da studiare a quali tipi di trasgressioni applicare un simile sistema. Per esempio, parcheggiare al posto di un disabile, perchè dovrebbe essere considerato meno grave se a farlo fosse una persona con basso reddito? oppure passare con il rosso? e le persone con redditi più bassi non sarebbero indotte a sentirsi meno responsabili in una situazione in cui le sanzioni siano più basse? e poi, non sempre reddito e ignoranza o difficoltà di comprensione, sono direttamente proporzionali. ci sono laureati, che capiscono benissimo le regole, che hanno redditi bassi: sarebbero giustificati nel pagare di meno? io faccio fatica a pensarlo. per tutti questi motivi, non essendo una esperta in giurisprudenza, mi sembra che la nostra società non sia adatta, almeno per ora, all’applicazione di un principio che sembra semplice, ma ha implicazioni complesse. un cordiale saluto, Manuela

 Paschero Anna Assessore Buongiorno Sig, Fogliato, io sono una convinta sostenitrice del principio costituzionale della progressività delle imposte e ho operato attivamente per affermare questo principio anche dando il mio libero contributo  a due associazioni "Articolo53"  e "ARDeP". Il quesito che mi pone non è liquidabile in poche battute, perchè richiede necessari approfondimenti. Ma " a pelle" e in via preliminare, penso che le sanzioni, a differenza delle imposte, debbano essere applicate a prescindere dal reddito posseduto  in quanto si tratta di una violazione di legge e non dell esercizio di un diritto costituzionalmente riconosciuto. (Art. 53 Cost.).  In molti casi, tuttavia, le sanzioni pecuniarie sono già  applicate in misura percentualmente proporzionale (anche se  non progressiva) all'entità della violazione.   Voler conferire loro una progressività - che significa, per essere tale,  determinare "n" aliquote percentuali basate sulla quantità del  reddito che verrebbe così colpito in misura più che proporzionale   - dovremmo poter fruire di un sistema fiscale in cui tutti i redditi siano determinati con assoluta certezza, e che non ci sia un'evasione fiscale elevata come quella che c'è nel nostro Paese.   Situazione che al momento attuale non esiste. Ma a parte gli aspetti gestionali, credo che la pena - anche quella pecuniaria - non possa che essere applicata in modo equitativo e non in base al reddito.  Anche perchè se così fosse  vorrebbe dire dare libera licenza di delinquere ad una parte di cittadini, aumentando così le infrazioni e la violazione della legge.    In sostanza le regole vanno rispettate sempre e da tutti: ricchi e poveri. Voler favorire qualcuno lo trovo sbagliato.  Anna Paschero 

Quattrocolo Roberto Consigliere Buongiorno, non so quale sia la definizione di "ricchezza" e come sia misurabile per gli scopi della sua idea (con I.S.E.E. ?). Comunque, a livello teorico, se fossimo nel miglior mondo possibile potrebbe anche essere una soluzione equa. Sarebbe comunque indispensabile operare correttivi per chi fosse a reddito o ricchezza pari a zero. La realtà mi sembra più complessa, laddove entrano in gioco elementi di alterazione dello stato di "ricchezza" o di reddito, tali per cui si potrebbe, paraddossalmente, ottenere un risultato diverso, finanche opposto per quanto riguarda l'equità. Mi pare che comunque la questione non sia da liquidare in una battuta o con supponenza. D'altronde la nostra Costituzione prevede che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività, quindi il principio è traslabile anche al sistema sanzionatorio. In questo senso il mio parere è positivo. Sicuramente il tema dell'equità è comunque un tema importante ed ogni strada che si può intraprendere per coglierne l'obiettivo va valutata con una seria riflessione e con lo studio. Dopodiché, e chiudo, il tema dell'alterazione dello stato di ricchezza o di reddito interessa anche il sistema tributario. Ed è tutto detto. Grazie per la domanda. A presto.

Alberto Rosso Consigliere Buongiorno, in linea di principio sembrerebbe una buona idea.

Daniela Sabena Presidente Consiglio Gent.mo Sig. Fogliato, come già dichiarato in precedenza ritengo che in un paese dove il sistema fiscale è ancora molto complesso e purtroppo l'evasione è forte la sua proposta non sia uno strumento di equità. Cordialmente

Savio Paolo Consigliere. Sig. Fogliato, credo sia piuttosto semplice darLe ragione su questo tema, ma credo non Le basti più. Sono anni che porta avanti un’idea all’apparenza saggia, quella di far pagare le multe in base al reddito, ma finora i politici non l’hanno presa sul serio (quelli che prima, contavano) e a parte una proposta M5S presentata nel 2013 (appena eletti per la prima volta a Montecitorio), in Commissione Trasporti, che ancora giace, mai discussa, non mi risulta ci sia stato alcun interesse a migliorare una situazione che in altri Stati, è già realtà. Il punto è politico e poco conta il nostro parere chierese, fra i 18.000 Comuni italiani; però ora siamo ad un’importante svolta, perché una nuova Repubblica, sembra sorgerà entro poche ore e quindi potrebbero anche cambiare il modo di pensare e di agire, non soltanto i simboli e le persone. Per ottenere quello che lei cerca di spiegarci da anni, bisogna raggiungere o la Camera dei Deputati ed il Senato o almeno il Consiglio della Regione Piemonte. Lei, insieme a chi la pensa allo stesso modo, avete una grande opportunità (mai sfruttata troppo, prima), quella di portare direttamente non solo la Vostra idea, ma il progetto articolato, a chi potrà e soprattutto vorrà, darVi voce e spazio. Le prossime elezioni Regionali in Piemonte sono alle porte (maggio 2019), quindi tutti i partiti e lo stesso M5S stanno scrivendo i loro Programmi “adesso”; a Lei, il compito di avvicinarli, comprendere chi Le dà più ascolto e può impegnarsi, traducendo i Suoi suggerimenti in Legge Regionale che potrebbe divenire in un secondo tempo, anche Legge dello Stato. Siamo tutti stufi di parole, oggi chiediamo i fatti, e anche la delega è superata; occorre che i cittadini che hanno idee, volontà, capacità, s’impegnino per il Paese o almeno per la loro zona. I pareri positivi si raccattano ovunque, cambiare la storia (e di questo si tratta, per la sua proposta), è molto più difficile. Occorrono coraggio, capacità, orgoglio e non farsi domare mai. Lei mi sembra essere la persona giusta, si faccia avanti e lo Spazio lo troverà. Cari saluti.

 

PARERI SENATORI 2018

Sen. Enrico Aimi

Gentilissimo, mi permetto di inviarle in questa sede solo un "telegramma", assolutamente inesaustivo, in merito ad un tema che ha appassionato giuristi e filosofi dai primordi della civiltà. Lo legga dunque come semplice spunto di riflessione. Così ritengo che si debba partire dalla difesa di uno dei principi cardine del nostro ordinamento, quello di proporzionalità tra fatto commesso e la sanzione irrogata. Per questo non sono affatto d'accordo all'inasprimento di determinate pene: se aumento quelle del furto, al malvivente conviene fare una rapina. Una follia giuridica. L'equilibrio, l'ideale bilancia, simbolo della giustizia, é un punto di partenza ma anche di arrivo in tutte le vicende penali, assolutamente imprescindibile, non foss'altro perché parliamo della materia in assoluto più delicata: l'essere umano. Nel nostro sistema esistono già plurime forme di pene alternative al carcere, da quelle pecuniarie ai lavori socialmente utili, per non parlare poi del sistema penitenziario che prevede molteplici forme alternative alla detenzione. Il sistema penale è entrato in crisi in Italia e, aggiungo, in buona parte dei Paesi europei, a causa della presenza sui territorii nazionali di una popolazione straniera che - statistiche alla mano - delinque in maniera esponenziale di più rispetto a quella italiana e delle nazioni sorelle. La soluzione, ritengo, nei reati minori, sia quella di applicare una sorta di legge del "contrappasso" di natura riparativa, di dantesca memoria: se hai bruciato un bosco, passi le Tue estati a lavorare per la prevenzione degli incendi, Ti pieghi sulla dura terra e collabori al rimboschimento; se non lo fai si applica la sanzione prevista dal giudicante. Ovviamente in un ottica sempre finalizzata al fine ultimo della pena: preventivo e repressivo, sempre con una visione del Reo lucida, improntata al Suo recupero. In merito alle sanzioni pecuniarie, utilissime certamente, queste scontano il limite, in tantissimi casi, di rimanere inapplicate a causa delle condizioni di pauperita' del sanzionato. In linea di principio sono d'accordo con Lei. In linea pratica trovo ostacoli, anche di natura burocratica, difficilmente sormontabili. In realtà le direttrici su cui agire sono molteplici, da quella relativa alla riforma penitenziaria, fino al fronte da Lei indicato che, certamente, ha aspetti di assoluta positività. Tenga presente che buona parte del contenzioso penale davanti ai Giudici di Pace va nella direzione da Lei indicata.
Con stima e cordialità,


Buongiorno, si ringrazia per quanto inviato. Al momento, la priorità delle azioni è indirizzata al rispetto di quanto previsto dal contratto di Governo. Sarà comunque nostra cura, qualora maturassero le condizioni, di tenere in considerazione quanto ci ha sottoposto. L'occasione è gradita per inviare i nostri più cordiali saluti.

Sen. Enrico Endrizzi

Buongiorno Sig Fogliato, è anche mia opinione che sia necessario rapportare le sanzioni al reddito. Da decenni noto come certe automobili siano parcheggiate disinvoltamente, stante che il proprietario vede il costo della multa come marginale rispetto al vantaggio derivante dalla violazione. E non mi riferisco solo ai divieti di sosta, ma anche all'occupazione di piste ciclabili, pacheggi disabili, ecc. Questo esempio è solo uno, magari tra quelli più riscontrabili nel quotidiano, ma le sanzioni per l'abuso nel settore dell'azzardo sono spesso inferiori al vantaggio della violazione, anche in rapporto al rischio (relativamente basso) di essere scoperti. Aggiungiamo poi l'abusivismo edilizio: le sanzioni rapportate al reddito, consentono di distinguere la villa abusiva del mafioso dal relativamente piccolo illecito di una famiglia. Proprio questo esempio tuttavia pone una questione fondamentale sul reddito, che per molti mafiosi non è documentato. Abbiamo bisogno perciò di una corretta determinazione del reddito, quindi di una riforma fiscale che escluda la possibilità di mascherare il reddito personale rispetto a quello societario o familiare e il sommerso. Grazie per la segnalazione, vedremo nel contratto di governo cosa potrà entrare nella operatività. Un cordiale saluto

Sen Bianca Laura Granato

Ritengo sia una idea sensata. Saluti 

Sen. Alessandrina Lonardo

Gentile Dott. Fogliato, è anticostituzionale. Discorso diverso è quello di applicare pene pecuniarie per alcuni reati che potrebbero estinguersi con il pagamento.

Sen. Nencini. Grazie

Sen. Liliana Segre Grazie gentile Maurizio , ci penserò su. Buon pomeriggio,

PARERI DEPUTATI 2018

Sen. Virginia Tiraboschi Gentile Maurizio, prima di fornirle un parere, preferirei documentarmi. Mi lasci qualche settimana così da potermi confrontare con altre persone di spessore con cui sono in contatto. In linea di principio, può essere giusto, ma intravedo troppe difficoltà nell’applicazione della norma così come potrebbe uscire da un parlamento che è già troppo artefice di norme complicate e stratificate. 

 

Caro Maurizio, grazie per avermi scritto. La sua proposta mi sembra interessante anche se, essendo l'argomento abbastanza complesso, dovrei approfondire di più l'argomento. Cosa che mi riserverò di fare, impegni istituzionali e di partito permettendo. Nel frattempo, mi tenga aggiornato sui suoi sviluppi. Un caro saluto e complimenti per il suo lavoro, On. Anna Ascani

Grazie della mail. Cordiali saluti On. Azzolina Lucia

Gentile sig. Fogliato, grazie per la sua mail e per avermi sottoposto l'accattivante proposta sul quale ha lavorato anni. La domanda che lei si pone porta un valore di giustizia sociale non indifferente: "chi ha di più paghi di più". A livello teorico la proposta prova a sollevare quesiti interessanti, circa la capacità deterrente di una sanzione, circa l'efficacia dell'intero sistema repressivo e il rapporto dello Stato con le differenti ricchezze private. Detto questo, alcuni potrebbero dire che la cd. "multa proporzionata" è in netto contrasto con molti principi giuridici del nostro stato e del sistema occidentale. Primo: la multa(ammenda o contravvenzione, che dir si voglia) non è una né tassa né un'imposta ma una sanzione. Già per questo, mal si applica il dispositivo relativo alla proporzionalità di cui all'articolo 53.

Articolo 53

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. 

Secondo: il principio di universalità, generalità ed astrattezza della legge stride con una pena comminata volta volta dal giudice. Per dirla in poche parole e in termini molto pratici, il giudice dovrebbe accertare ad ogni sentenza la base imponibile/reddito del sanzionato, e poi da lì quantificare l'ammenda. Ciò sconfinerebbe senza dubbio i limiti del potere legislativo e del potere giudiziario. Il giudice non disporrebbe di questi poteri e le burocrazie/banche italiane e straniere non sono solite parlarsi per scambiare i dati circa la ricchezza degli individui (basti pensare l'enorme carico di evasione/elusione fiscale stimata). Alcuni propongono molto più semplicemente di sanzionare proporzionalmente in base al valore della macchina. Però in caso di macchina a noleggio? Chi paga? Ci sono molti problemi pratici nell'applicazione concreta e, come lei giustamente nota, c'è una forte resistenza al cambiamento e all'innovazione nel sistema italia e, stante la difficoltà pratica, si fa fatica a parlare pubblicamente e da un punto di vista differente dell'uso dei poteri dello stato . Nonostante la forte resistenza sociale e pratica, complimenti per l'ardore con il quale porta avanti la sua teoria e la sua battaglia. On. Francesco Berti

Buongiorno, messa così mi sembra troppo semplice. Mi mandi qualcosa di scritto. Leggerò con attenzione. Buon lavoro. On. Alessio Butti

Buonasera Sig. Fogliato Mi può mandare una relazione più specifica ? Con i migliori saluti. On. Gianluca Cantalamessa

Buongiorno Trattandosi di norme di legge, spetta al legislatore stabilire quando le sanzioni debbano essere di importo fisso o in percentuale rispetto a una determinata base imponibile. Non mi sembra di avere mai conosciuto persone che prendano multe volentieri, pur potendole pagare. Ovviamente è una mia opinione. Cordiali saluti. On. Avv. Laura Cavandoli

Buongiorno sig. Fogliato, verificherò la fattibilità anche se sotto il profilo di costituzionalità non sarà facile. A presto. On. Gian Mario Fragomeli

Grazie. Guarderò. Saluti, On. Alessandro Fusacchia

Gentile Signor Fogliato, mi scuso del ritardo di questa risposta. Si tratta di un argomento di cui avevo già sentito parlare ma che non avevo mai avuto modo di approfondire. Studierò i suoi documenti per verificarne utilità e fattibilità nel nostro Paese. La ringrazio di questa sollecitazione e del materiale che ha voluto inviarmi. Un cordiale saluto e a presto, On. Chiara Gribaudo

Sarebbe certamente una buona idea. On. Alessia Morani

Gentile Signore, grazie per la mail e per l'idea che ha voluto condividere con me. Penso che l'impegno per una società più equa che lei sta portando avanti vada valorizzata. Io cercherò di sensibilizzare i Colleghi nelle sedi opportuno. Nel frattempo le auguro che questa idea possa trovare presto riscontro a livello locale. Cordialmente. On. Fucsia Nissoli Fitzgerald

seppur appare corretta l'istanza qualche dubbio giuridico ce l ho. a disposizione x ogni confronto. Saluti. On. Emanuele Prisco

DAPUTATI M5S 2018

Provi a proporla su Lex iscritti in modo da aprire un dibattito sul tema e iniziare il percorso per portarla in discussione in parlamento. Saluti. On. Stefano Buffagni

Buongiorno, purtroppo non sono un tecnico del settore. Dovrebbe chiedere a colleghi della commissione finanze. On. Luca Carabetta

Buongiorno, Può contattare i membri della commissione finanze di Camera e Senato, essendo questo tema di loro stretta competenza. Le auguro una buona domenica, On. Federica Daga 

Buonasera Maurizio, sapevo di questa legge, per altro ho dato un'occhiata al tuo sito e lo trovo molto interessante, nonché ben strutturato. Per quanto riguarda la tematica, non so se si tratti di una competenza nazionale o può essere già applicata a livello locale, proverò ad informarmi. Grazie per aver condiviso la tua proposta, On. Francesca Flati

Buongiorno Maurizio, Grazie mille della segnalazione. Cordiali saluti. On Davide Zanichelli